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Cosa posso raccontare?

La Terra dei Fuochi…tutta un’altra storia!

Terra dei Fuochi.

Al solo sentirla nominare, sembra che nell’immaginario collettivo le uniche rappresentazioni disponibili siano quelle di un territorio ferito, in cui non trovano spazio la forza e il coraggio, ma anche la straordinaria normalità delle persone che la abitano e che quei fuochi vorrebbero non solo spegnerli, ma anche e di più cancellarli dalla mente di chi parla della loro terra.

Perché in quella Terra ci sono tante altre storie da raccontare, capaci di produrre molti più riverberi che quelli generati dai roghi. Sono quelle storie che magari non fanno notizia, che prendono vita - perché no? - tra i banchi di scuola, tra i pianerottoli di un palazzo, nel parco giochi sotto casa, insomma, nel quotidiano minimo di tutti i giorni.

Storie capaci di raccontare un territorio con positività, attento e solidale, dove non ci sono solo roghi, ma il fuoco della passione in un progetto comune, l’impegno a favore di un compagno di scuola che fa più fatica, la voglia di cambiare le cose a partire dal proprio molto piccolo.

Insomma, noi vogliamo che la Terra dei Fuochi sia tutta un’altra storia.

E lo vogliamo fare con la voce di chi questa Terra la abita.

La nostra chiamata all’arme a chi parteciperà al concorso sarà proprio: andate, guardate e raccontate.

Ovunque, intorno a voi, ci sono storie degne di essere raccontate, che tirino fuori dall’ombra dell’anonimato e del “non lo sapevo” piccoli gesti o imprese quotidiane, che aspettano solo di essere rese note per poter essere imitate.

Andate a caccia di storie positive, interessanti: non importa che siano eclatanti o famose, basta che diano il proprio contributo nel raccontare un’altra Terra dei Fuochi, fatta anche di una nonna gentile che fa un piatto di pasta in più per chi quel piatto deve scegliere se mangiarlo a pranzo o a cena; di un signore che cura le aiuole del quartiere perché preferisce il profumo dei fiori a quello acre dei roghi, … insomma, ci sono storie pazzesche  intorno a voi che aspettano solo la vostra penna, ma anche la vostra tastiera, per raccontare – seguendo il format dell’ articolo di un quotidiano  – che sì, un’altra storia è possibile.

Anche all’ombra dei fuochi.